Basilica di San Lorenzo Maggiore
- Chiesa e Luogo di Culto
- Sito Archeologico
- Prezzo: €6 - €9
- Orari di apertura: 09:30 - 17:30
Storia
Molto prima che Carlo I d'Angiò finanziasse la chiesa attuale, sul sito sorgeva già una basilica del VI secolo, fondata sotto il vescovo Giovanni II di Aversa e innalzata sulle rovine dell'antica agorà greca e del mercato romano che un tempo la serviva. Quando la ricostruzione iniziò intorno al 1270, in parte per suggellare il consolidamento del potere angioino nel regno, Carlo chiamò maestranze francesi, il cui coro — cinto da una corona di cappelle radiali — resta una delle espressioni più pure dell'architettura gotica francese a sud di Roma. Tra gli arredi più antichi giunti fino a noi spicca la tomba a baldacchino di Caterina d'Austria, morta nel 1323: fu la prima opera napoletana dello scultore senese Tino di Camaino, destinato a segnare per una generazione la scultura di corte a Napoli.
La sala capitolare del convento, sopraelevata rispetto al chiostro, funse per secoli da vera e propria sede del governo cittadino, ospitando le sedute del parlamento napoletano formato dai seggi nobili e da quello popolare. Fu qui, nel 1442, che Alfonso V d'Aragona — detto il Magnanimo, avendo appena strappato Napoli all'ultimo pretendente angioino — fece riconoscere pubblicamente il figlio Ferrante come proprio erede, una cerimonia che contribuì a consolidare la successione aragonese per il mezzo secolo seguente. Quasi cent'anni prima, nel 1345, il poeta Petrarca aveva soggiornato nello stesso convento francescano, attratto da una comunità che già allora annoverava pellegrini letterari tra i suoi ospiti abituali.
Lo sapevi?
Sebbene gli antiquari sospettassero da tempo l'esistenza di un foro romano sotto la chiesa, lo scavo sistematico del macellum sepolto iniziò solo alla fine degli anni Settanta e procedette a fasi alterne — rallentato da difficoltà di finanziamento e, per un periodo, dalle conseguenze del terremoto dell'Irpinia del 1980 — prima di concludersi nel 2009 grazie a fondi dell'Unione Europea. Il mercato riportato alla luce aprì al pubblico nei primi anni Novanta: gran parte di ciò che oggi i visitatori percorrono ha trascorso buona parte del Novecento come un cumulo di macerie e botteghe dimenticate, sigillate sotto il pavimento della chiesa.
Secondo il racconto che ne diede lo stesso Boccaccio, fu proprio in questa chiesa, un Sabato Santo, che posò per la prima volta lo sguardo sulla nobildonna che avrebbe immortalato come Fiammetta — tradizionalmente identificata con Maria d'Aquino, che si dice fosse figlia naturale del re Roberto d'Angiò. L'incontro, reale o abbellito col senno di poi, diede vita a una figura destinata a tornare in diverse opere giovanili di Boccaccio, trasformando un semplice sguardo scambiato dentro San Lorenzo in uno dei momenti fondativi della poesia d'amore in volgare italiano.
Utile sapere
La basilica si visita gratuitamente durante gli orari di apertura, mentre un biglietto unico nella fascia 6-9 euro copre sia gli scavi romani sotto il chiostro sia il piccolo museo del sito, che ripercorre le stratificazioni del complesso dall'agorà greca alla Napoli borbonica; la biglietteria segue lo stesso orario del sito, con ultimo ingresso poco prima della chiusura. Online si trovano anche biglietti combinati con visita guidata, utili a chi vuole evitare le code nei periodi di maggiore affluenza.
Gli scavi restano freschi e in penombra tutto l'anno, quindi offrono un piacevole rifugio dal caldo estivo nelle ore centrali della giornata, mentre la chiesa sopra si apprezza meglio con la luce morbida del mattino. Piazza San Gaetano, proprio all'uscita, si trova nel cuore del centro storico di Napoli lungo via dei Tribunali, a pochi passi dal Duomo e, per chi desidera spingersi ancora più in profondità, dall'ingresso di Napoli Sotterranea, sulla stessa piazza.