Napoli Sotterranea
- Esperienza e Tour
- Sito Storico
- Prezzo: €6 - €10
- Orari di apertura: Solo con visita guidata, ogni ora dalle 10:00 alle 18:00
Storia
L'estrazione del tufo avveniva scavando a mano stretti pozzi verticali fino alla roccia, per poi ricavare camere e gallerie lateralmente a partire dal fondo: una tecnica usata dai Greci fondatori di Neapolis a partire dal IV secolo a.C., che ha lasciato il sottosuolo costellato dai pozzi ancora visibili lungo il percorso. Secoli dopo, gli ingegneri romani di età augustea integrarono questa rete di cave in un'opera ben più ambiziosa: un acquedotto alimentato dalle sorgenti di Serino, sulle colline dell'Irpinia a circa 70 chilometri di distanza, la cui acqua viaggiava in gran parte sottoterra per rifornire Napoli e diverse altre città della Campania per quasi duemila anni.
Dopo la chiusura dell'acquedotto, imposta dall'epidemia di colera nella seconda metà dell'Ottocento, le gallerie caddero in disuso e per decenni servirono come discarica abusiva, riempiendosi di macerie e rifiuti provenienti dalle strade sovrastanti. Il loro destino cambiò di nuovo nel 1942, quando il Genio Civile napoletano ripulì e adattò tratti della rete a rifugio antiaereo, aprendo nuove scale d'accesso dal livello stradale; nei due anni successivi, mentre Napoli subiva più incursioni aeree alleate di quasi ogni altra città italiana, decine di migliaia di abitanti si rifugiarono in quelle stesse gallerie che i loro antenati avevano contribuito a scavare nel tufo.
Lo sapevi?
Secondo gli storici romani Tacito e Svetonio, fu nel teatro greco-romano di Neapolis — i cui resti si snodano tra i cunicoli e le cantine lungo il percorso — che l'imperatore Nerone scelse di debuttare pubblicamente come cantante, ritenendo che una città greca avrebbe apprezzato la sua arte più della Roma attenta al rango e allo status. Le fonti antiche raccontano che, a esibizione già iniziata, un terremoto scosse l'edificio; Nerone, apparentemente imperturbabile, continuò semplicemente a cantare fino alla fine, un episodio che le generazioni successive lessero ora come segno di straordinario sangue freddo, ora come un primo, eloquente indizio del suo distacco dalla realtà.
Nelle stesse gallerie, in profondità, un orto sperimentale coltiva oggi basilico, insalate e altri ortaggi interamente a luce artificiale, con tecniche idroponiche e aeroponiche che non richiedono terra e utilizzano solo una frazione dell'acqua necessaria a una coltivazione all'aperto; il progetto nasce da un'iniziativa avviata attorno a Expo Milano 2015 per sperimentare come coltivare cibo in ambienti estremi, privi di luce naturale. Poche piante di verdura si trovano oggi a poche decine di metri da murature romane costruite per condurre l'acqua nella direzione opposta, verso l'alto anziché verso il basso.
Utile sapere
Le visite si effettuano solo con tour guidato, con partenze circa ogni ora tra le 10:00 e le 18:00, e biglietti nella fascia 6-10 euro; i percorsi durano circa novanta minuti e comprendono scale e passaggi bassi e stretti, per cui conviene indossare scarpe comode e portare uno strato in più, dato che le gallerie restano sensibilmente più fresche delle strade sovrastanti in ogni stagione. È consigliabile prenotare online in anticipo, soprattutto d'estate, quando i tour possono esaurirsi già nel primo pomeriggio.
L'ingresso si trova su piazza San Gaetano, la stessa piazza degli scavi sotto la basilica di San Lorenzo Maggiore, il che rende facile abbinare le due visite sotterranee a una passeggiata lungo via dei Tribunali in una sola mattinata o in un pomeriggio. Poiché il percorso non offre grandi vedute fotografabili ma piuttosto cunicoli ravvicinati e suggestivi, qui una piccola torcia o uno smartphone con il flash funzionante aggiungono più valore all'esperienza rispetto a molte altre mete napoletane.