Spaccanapoli
- Quartiere Storico
- Prezzo: Gratuito
- Orari di apertura: Sempre aperta
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Storia
La strada appartiene alla maglia originaria imposta a Neapolis quando i coloni greci rifondarono la città intorno al 470 a.C., tracciando tre decumani paralleli in direzione est-ovest e incrociandoli con cardini più stretti in direzione nord-sud; il decumano inferiore, diventato poi Spaccanapoli, era il più meridionale e il più basso dei tre. Ciò che colpisce non è solo l'antichità di questo impianto, ma la sua persistenza: la pianta stradale visibile oggi sul terreno, larghezza degli isolati compresa, ricalca ancora in gran parte la griglia tracciata per la prima volta dai Greci circa duemilacinquecento anni fa, costruita e ricostruita sopra da Romani, napoletani medievali e da chiunque sia venuto dopo, senza mai essere raddrizzata.
Con la crescita della città, la strada ha assunto nomi diversi lungo il suo percorso, invece di mantenerne uno unico per tutta la lunghezza. Diventa via Benedetto Croce nel primo tratto sotto piazza del Gesù Nuovo, intitolata al filosofo che vi visse per decenni e vi morì, nel 1952, a Palazzo Filomarino, proprio in questo isolato, prima di trasformarsi più avanti in via San Biagio dei Librai, tratto legato da lungo tempo a orafi e librai le cui insegne ancora oggi affollano le vetrine.
Lo sapevi?
Il nome Spaccanapoli non fu mai una denominazione ufficiale: nacque spontaneamente tra napoletani e visitatori a descrivere esattamente ciò che la strada fa, ed è un effetto più facile da apprezzare dall'alto, dalle terrazze di Castel Sant'Elmo o della Certosa di San Martino sulla collina del Vomero, dove la linea che taglia in due il centro antico risalta con nettezza contro i tetti circostanti.
Poco distante dalla strada, la facciata a bugnato ruvido della chiesa del Gesù Nuovo è in realtà muratura di recupero di Palazzo Sanseverino, la residenza nobiliare che i gesuiti rilevarono e trasformarono in chiesa alla fine del Cinquecento. I blocchi a punta di diamante sono incisi con segni criptici che alcuni studiosi hanno proposto, in modo controverso, di interpretare come una forma di notazione musicale, mentre la leggenda popolare più antica li definisce semplicemente un linguaggio segreto degli scalpellini che li hanno incisi.
Utile sapere
Non c'è biglietto d'ingresso né un orario fisso: Spaccanapoli è una strada pubblica, più animata di giorno da acquirenti, studenti e bancarelle, e più vivace di sera intorno a piazza San Domenico Maggiore e ai locali vicino a via San Biagio dei Librai. Lungo il percorso costeggia direttamente gli ingressi del Gesù Nuovo, del complesso claustrale di Santa Chiara e della chiesa di San Domenico Maggiore, con via San Gregorio Armeno che si stacca a metà tragitto, il che la rende un'ottima spina dorsale per un itinerario a piedi piuttosto che una tappa isolata.
Il basolato in pietra vulcanica che regge il passaggio pedonale da secoli è irregolare e può diventare scivoloso quando piove, quindi scarpe comode contano qui più che in quasi ogni altro punto del centro storico. Il primo mattino offre la visuale più nitida lungo il rettilineo della strada per fotografarla, prima che folla e motorini parcheggiati riempiano l'inquadratura; verso sera, lo stesso tratto diventa uno degli angoli più vivaci del centro antico per lo street food e una passeggiata rilassata dopo cena.